UZBee: la piattaforma che ti premia quando condividi ciò che ti piace

Si fa un gran parlare in rete dei cosiddetti “influencer” (sull’argomento vi consiglio questo post di Luca Della Dora), siano essi blogger, opinion leader oppure ambassador più o meno dichiarati (o rappresentanti di tutte e tre le categorie) e delle strategie di coinvolgimento di questi da parte dei brand e marketer con tecniche e modalità non sempre riuscitissime.
È proprio facendo riferimento a questo scenario che oggi voglio parlarvi di un progetto made in Italy che propone una soluzione alternativa per attivare dinamiche di buzzing. Un progetto di cui, a mio avviso, sentiremo molto parlare in futuro: si chiama UZBee e si tratta di un marketplace in cui le aziende incontrano le persone: le prime inseriscono le novità sotto forma di campagne con effetto virale, mentre le persone (in base ai propri interessi) possono condividere questi contenuti sui social network. Semplice no? Se poi queste persone vengono anche premiate economicamente, allora “il gioco” diventa anche più interessante.

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Il distributore social della Pepsi

Come risposta alla sua rivale Coca-Cola e alla sua Happiness Machine (per il video clicca qui) PepsyCo, la famosa multinazionale del beverage, ha presentato a Chicago un prototipo di distributore interattivo di bevande che permette di inviare una bibita come regalo ad un amico o ad una persona che non conosci (casuale).

Pepsi-Social-Vending-Machine

“La nostra Vision è di utilizzare la tecnologia innovativa per aumentare il numero di consumatori e per creare nuovi modi per coinvolgerli con i nostri brand e nei Social Network nel momento stesso dell’acquisto,” questo è quanto ha affermato Mikel Durham, PepsiCo Foodservice’s chief innovation officer, durante una conferenza stampa.

“Il Social Vending allarga le reti sociali dei nostri consumatori oltre i confini dei loro strumenti (cellulari, smartphone, tablet, etc…) e trasforma un’esperienza di acquisto in qualcosa di più eccitante e divertente per permettere loro di tornare (ad acquistare da noi)”.

Infatti, puoi comprare una bibita per te stesso, ma puoi anche inviarne una a qualcun altro digitando il suo nome, il suo numero di cellulare e lasciare un sms tesuale. Il distributore può anche registrare un tuo breve video-messaggio.

Il destinatario acquisisce un codice per riscuotere il regalo in un altro distributore, con la possibilità di ringraziare o di inviare, a sua volta, il regalo a qualcun altro.

Il distributore permette anche ciò che la Pespi definisce “random acts of refreshment” (trad: “atti casuali di rinfresco”), ossia la capacità di inviare un drink-code come simbolo di “incoraggiamento per qualcuno che affronta il cambiamento del tempo (es. il caldo) o come drink di congratulazioni per un studente universitario che ha appena vinto una gara.”

Naturalmente, l’idea avrà successo se il numero di installazioni dei distributori nel mondo sarà abbastanza ampio e largamente diffuso nel mondo.

Dato che non c’è un vero “social networking” senza un legame a Facebook, non è difficile immaginare che in ogni macchina verrà inserito un “Like button” e/o di “Share button”.

Di seguito, il video della Social Vending Machine e suo funzionamento:

Trovato qui

Novità in casa Twitter: “Geo-relevant Ads” e “Follow Dashboard”

News dell’ultim’ora vogliono i proprietari di Twitter intenti a dare una svolta alle loro strategie di business: finalmente il social-microblogging più famoso al mondo sembra si sia deciso a fornire agli advertiser ciò di cui avevano bisogno e chiedevano da molto tempo: pubblicità geo-pertinenti e analytics più dettagliate che permettano ai marketers di monitorare i tweet e capire chi esattamente li stia leggendo/seguendo.

Annunciata ieri durante l’Ad Age Digital Conference a New York, la nuova dashboard di Twitter, chiamata “Follow Dashboard“, promette nuove funzionalità e opportunità secondo le parole di Adam Bain, un alto dirigente di Twitter: “la geo-pertinenza dei promoted tweets e degli account permette ai marketers di raggiungere la loro audience in una precisa area geografica… Un particolare prodotto disponibile solo in una determinata zona del paese può ora essere pubblicizzato tramite tweet precisamente in quella stessa area. Se, per esempio, vuoi promuovere un tipo di jeans nella sola area di Cleveland, ora puoi farlo. Per ogni tweet sponsorizzato, ora noi siamo in grado di mostrarti la performance del tweet , includendo follows e unfollows…

Il geo-targeting su Twittter è disponibile per ora solo in 210 città USA e si estenderà in altre paesi nel prossimo anno.

Questi nuovi tipi di tweet saranno fondamentali per le strategie pubblicitarie locali, sia per i piccoli business che per quelli più grandi entrambi legati, per vari motivi di marketing e vendite, in una specifica area geografica. McDonald’s Canada, per esempio, sta già testando geo-target tweets che, inviati nella sola Canada, menzionano prodotti regionali specifici come peach pie (torta di pesche) e il milkshake al cioccolato e caffè.

MA COME FUNZIONANO QUESTI NUOVI TWEET SPONSORIZZATI?

Per prima cosa, è importante notare che i “geo-targeting tweet” si basano sui dati che gli utenti forniscono attraverso il loro “tweeting behavior” (come gli utenti twittano in generale). Così, per esempio, se un utente ha registrato San Francisco come sua location di base, ma invia molti dei suoi tweet da Los Angeles, una società/azienda di Los Angeles può intercettare quell’utente su Twitter.

La seconda importante caratteristica, però riguarda la Follow Dashboard che permette ai marketers di visualizzare le performance di ogni campagna pubblicitaria. La nuova dasboard fornisce ai brand delle analitycs più dettagliate sull’audience dei loro followers (dove sono, come aumentano nel tempo, il loro livello di coinvolgimento e i loro interessi).

Riguardo a questa nuova piattaforma, Adam Bain aggiunge che “queste nuove funzionalità sono state progettate per soddisfare la richiesta dei marketers desiderosi di capire chi sono realmente i loro followers. Ora (i marketers) possono comprendere meglio la loro audience e rispondere meglio perfezionando le loro campagne“.

I dati forniti da Twitter sono di enorme importanza per i marketers se pensate che contengono informazioni importanti relative agli utenti, ossia le loro bio, le liste in cui sono iscritti/segnalati e i luoghi in cu si trovano.
La Follower Dashboard è disponibile per tutti coloro che utlizzano i Promoted Products, che includono gli Sponsored Tweet, Sponsored Trends e gli Sponsored Account.

(N.B. Oggi Twitter ha circa 600 advertiser che generano circa 6000 campagne).

QUALI SONO I COSTI DI QUESTE NUOVE TWITTER ADS?

E’ difficile, a quanto pare, stimare il prezzo di un Promoted Tweet, che si basa essenzialmente su aste delle keyword con un cost-per-engagement, o di un Promoted Account che ha anch’esso un cost-per-engagement di base misurato però in relazione al numero dei follow. Il costo del Promoted Trend, invece, è “facile” da stimare: $120,000 al giorno (!).

Ovviamente, gli strumenti che Twitter sta implementando e mettendo a disposizione sono e saranno in aperta competizione con quelli del suo rivale per eccellenza, Facebook, molto utilizzati soprattutto da business di grandezza medio-piccola.

Chi la spunterà di più, tra Twitter e Facebook, nel settore “ad in chiave social”?

Ai posteri “tweet” l’ardua sentenza… 😉

Fonte: Advertising Age

Comunicare nell’Era di Facebook

Carissimi,
di seguitole trovate le mie slides relative all’incontro “Comunicare nell’era di Facebook” svoltosi @Roncade, venerdì 25 febbraio 2011.

Una serata davvero molto interessante (tre ore intense) in cui il sottoscritto si è confrontato con un nutrito e partecipe gruppo di genitori sul tema “Social Network, relazioni e figli digitali“.
L’interesse, i dubbi e le curiosità che tale argomento comporta hanno fatto da trampolino alle tantissime domande dei presenti, “preoccupati”, ma anche desiderosi di saperne di più sui Social Network (cosa sono, quali sono e come funzionano) e sul comportamento da adottare riguardo ai figli, sulla tutela della privacy, sulla dipendenza da internet e sui rischi conseguenti all’esposizione e all’utilizzo di questi (Facebook su tutti).



Ringrazio il Comune di Roncade e il Centro Paradoxa del Dott. Andrea Sales per avermi concesso tale opportunità, sperando in futuri incontri data la vastità e complessità del tema.

Tutti pazzi per Facebook Deals: chi, cosa, come

Se ne parlava da tempo, ma la funzione Facebook Deals non era ancora arrivata in Italia (in Europa in verità).

C’eravamo “accontentati” di Foursquare e Gowalla, ma sul Social Network più utilizzato al mondo esisteva, fino ad oggi, solo la possibilità di fare check-in su Facebook Places senza ottenere un granchè… anzi nulla… se non il condividere “dove sei” e “con chi” a tutti i tuoi amici facebookiani.

Ora, con Deals la musica sembra stia per cambiare e noi utenti potremo godere di sconti, promozioni o partecipare più o meno consapevolmente a raccolte di beneficenza.
Anche perchè, per fortuna, alcuni Brand italiani stanno già sfruttando la nuova (ennesima?!) opportunità fornitagli dai social network, in particolare quelli che fanno leva sulla geolocalizzazione.

Cos’è Deals? Non te lo spiego io, semplicemente perchè Facebook stesso spiega tutto in maniera lineare e chiara a questo link. In più, ti offre una semplice guida in PDF per creare le offerte per la/le tua/tue attività.

Comunque, quel che è importante in tutto ciò è che le aziende italiane si stanno muovendo abbastanza bene su questo nuovo territorio e, fra le prime di cui si parla molto in rete, segnalo:
Poste Italiane , Vodafone e Tim.

Ora, neanche a dirlo la domanda è più che spontanea: Facebook Places sarà veramente la Fourquare killer come qualcuno tempo fa aveva chiesto allo stesso Ceo di Foursquare, ossia Mr. Crowley?

Staremo a vedere, intanto, speriamo in un utilzzo “adeguato” da parte delle aziende italiane, soprattutto per le piccole attività commerciali che potrebbero beneficiare molto dalle potenzialità di Facebook Places e dall’incremento del numero di utenti che usano e acquistano smartphone nel nostro paese.

Avete altri casi/aziende/Brand da segnalare??? Please tell me!

Altre fonte più esaustiva qui: http://ninjamarketing.it/2011/01/31/facebook-deals-arriva-in-italia-guida-business-e-users/

L’eccellenza abruzzese: video-spot Sulmona Cinema Film Festival

Pubblico questo stupendo video, realizzato in occasione del 28° Sulmonacinema Film Festival, il giovane cinema italiano in concorso in programma dal 2 al 7 dicembre 2010, per mostrarvi e dimostrarvi quanta eccellenza c’è in Abruzzo e questo nonostante (crisi, mancanza fondi, fuga di cervelli, assenza quasi totale delle istituzioni, etc etc… l’elenco potrebbe non finire mai).

Il video è una produzione N3ROV1VO (nerovivo), un collettivo creativo abruzzese di motiongraphics e videomakers di cui sentiremo parlare tanto in futuro (ma già da tempo sono noti poichè vantano già moltissimi lavori per Mediaset, Rai e varie case di produzione).

Godetevi il video… e le bellezze di Sulmona [lo so sono di parte 😉 ]

Facebook dei fedeli, Rosario mp3… e l’iPope?!

                                                                                                      Alcuni giorni fa leggevo con molto interesse un articolo su Repubblica.it  circa il lancio di un nuovo lettore – Io Prego –  e alla nascita di una community ad esso associata – prexcommunion –  e mi è tornata in mente un’idea, diciamo pure una cazzata…senza girarci troppo intorno, che mi venne tempo fa e che tanti “sguardi strani” mi fece guadagnare da amici, colleghi, parenti e chicchesia… se non altro per chè sembrava una battuta, forse scadente (ma lo è?), ma che ora mi sembra più che mai attuale:
L’iPope: il cellulare del Papa.
“Perchè il Papa non può avere un cellulare dio nuova generazione? Un iPhone esclusivo e griffato? ” esclamavo a chi mi guardava sconcertato.
“Ma sei scemo”? era la risposta più gettonata alla mia idea a dir poco stravagante.
Fatto sta che in tempo di social network della fede ora la mia idea, partorita all’inizio per gioco, non pare più così bizzarra.
Ovviamente, lungi dal giudicare le invenzioni social-tecnologiche di inizio post (non è da me e non mi riguarda) vorrei solo far presente che il mio sottovalutato “lampo di genio” era scaturito così per gioco; si parlava tra amici di argomenti a “tema pubblicità” e di creare una killer application che ci avesse reso tutti miliardari. E tutti a contestare: “ma quanti clienti otterresti??? Uno, no?”
facile la risposta: “uno basta e avanza credo… e poi che testimonial, no?!

Comunque, deriso e sbeffeggiato, faccio una ricerca per diletto ed ecco cosa trovo: pagine, immagini, foto su flickr, gadget e t-shirt con la scritta iPope!!!
Ora, oltre ad aver scoperto di non avere l’esclusiva di tale discutibile “estro mentale” (non ne piango!), penso: siamo tutti pazzi?! O i nuovi ritrovati digitali, siano esse cellulari o strumenti vari, e soprattutto i nuovi social media ci hanno stimolato e spinto a pensare, immaginare e sviluppare idee e archetipi che fino a poco tempo fa erano impensabili?!
La rsposta la sa solo……….