#Twittardino: le 10 avvertenze per un corretto utilizzo di Twitter

Ispirato dallo sbarco dei cosiddetti Vip su Twitter e dal proliferare di guide (più o meno utili) all’utilizzo del social cinguettante, ho deciso di creare una sorta di “bugiardino” (sì, proprio come quello dei medicinali) del mezzo in questione.

Ecco a voi il #Twittardino: le 10 avvertenze per un corretto utilizzo di Twitter

– Leggere attentamente le bio

– Non somministrare tweet più lunghi di 140 caratteri

– Non retwittare più di 5/7 volte al giorno

– Twittare lontano dalla portata dei bimbominkia

– Rimuovere i fake e i bot che si annidano nelle cavità della TL

– Avere nuovi follower può causare effetti collaterali quali ricevere RT, replies, aggiunta alle liste, aggiunta ai preferiti…

– Non abusare di tweet il quinto giorno della settimana (#FF); in caso di irritabità da #FF consultare il Follow Friday Ranking

– E’ importante prevenire o contribuire alla diffusione di Trend Topic con tweet influenzali e virali

– Follouare solo chi non è affetto da facebookite

– Condividere e Retweetare è estremamente consigliato prima, durante e dopo i pasti e i digestivi

Avvertimento definitivo: “Twittare crea dipendenza”

Sperando che queste “avvertenze twittere” vi siano piaciute, vi invito a suggerirne altre nei commenti o a twittarle menzionandomi (@stequad) e aggiungendo l’hashtag #twittardino; io le pubblicherò di volta in volta.
Magari, grazie al contributo di tutti voi, ne verrà fuori una vera guida 2.0! Che ne pensate? 😉

Natale 2011: come sfruttare i social media per lo shopping on line

E’ (quasi) Natale. Qualora non ce ne fossimo accorti, a ricordarcelo sono i più o meno discutibili addobbi che invadono le città e le nostre case, ma soprattutto le infinite e persistenti pubblicità che perversano in qualsiasi media possibile con o senza il povero Babbo Natale protagonista.
La maggior parte di queste pubblicità sono per lo più ingombranti, ripetitive, poco originali e… diciamolo: inutili! Sicuramente, le classiche e vecchie forme di advertising (quelle dei “media tradizionali” per intenderci) sul web e in particolar modo sui social media non paga molto (io azzarderei: non paga affatto!). Siamo sovraccaricati da offerte e promozioni che si fa a fatica persino a comprenderle o magari a prenderne nota! Sbaglio?

Come fare allora? Come differenziarsi dalla massa? Come creare esperienze di shopping diverse dal solito per gli utenti/fan/clienti/consumatori? Come comportarsi e agire sui social e soprattutto su chi investe in attività di Social Media Marketing (su Facebook in primis)?
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Facebook Insights: un’infografica riassuntiva

Come molti di voi sapranno Facebook ha apportato e sta apportando numerosi cambiamenti non solo dal lato utente (per farvi un’idea vi invito a vedere questi creativissimi profili), ma anche dal lato “aziendale” (ossia le pagine).
Novità assoluta per quanto riguarda queste ultime è quella relativa ai dati della pagina che possiamo raccogliere; lo strumento Insight infatti si è evoluto con metriche e statistiche molto utili per chi fa attività di social media marketing e deve fare monitoring e reportistica. Cliccate qui se volete aggiornarvi e scaricare una mini guida al nuovo Insight.

Per un riassunto di queste novità e del tanto acclamato parametro “Talking about this” potete leggere l’infografica che segue, realizzata da Neo Conculting.

Facebook Studio: 3 casi di studio italiani

Circa 3 mesi fa reclamai la mancanza di qualsiasi case study italiana nel tanto celebrato Facebook Studio, la piattaforma di condivisione e pubblicazione dei lavori creativi e delle campagne di di Facebook marketing creata proprio da Zuckerberg & Co.

Ora, a distanza di tempo, sono felice di aver ricevuto alcune segnalazioni di casi italiani, o meglio, di brand italiani e agenzie italiane che hanno pubblicato i loro lavori in questo spazio di confronto e consultazione, utile per chi si occupa social media marketing o per chi voglia semplicemente curiosare tra le varie campagne disponibili.
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Il Web e il Mare – “In vacanza con la social-ansia”

Siete mai stati una settimana senza connessione ad internet?
Vi è mai capitato di trascorrere una settimana in vacanza lontano dal mondo del web e dai “social” in particolare? Impossibilitati ad accedere a qualsiasi tipo di connessione e collegamento (wired, wireless, mobile, etc..?)
Al sottoscritto sì.

Per “vacanza” si intende, tout court, lo “staccare” dalle abitudini lavorative e dallo stress che queste comportano. E fin qui siamo tutti d’accordo, credo.

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Il distributore social della Pepsi

Come risposta alla sua rivale Coca-Cola e alla sua Happiness Machine (per il video clicca qui) PepsyCo, la famosa multinazionale del beverage, ha presentato a Chicago un prototipo di distributore interattivo di bevande che permette di inviare una bibita come regalo ad un amico o ad una persona che non conosci (casuale).

Pepsi-Social-Vending-Machine

“La nostra Vision è di utilizzare la tecnologia innovativa per aumentare il numero di consumatori e per creare nuovi modi per coinvolgerli con i nostri brand e nei Social Network nel momento stesso dell’acquisto,” questo è quanto ha affermato Mikel Durham, PepsiCo Foodservice’s chief innovation officer, durante una conferenza stampa.

“Il Social Vending allarga le reti sociali dei nostri consumatori oltre i confini dei loro strumenti (cellulari, smartphone, tablet, etc…) e trasforma un’esperienza di acquisto in qualcosa di più eccitante e divertente per permettere loro di tornare (ad acquistare da noi)”.

Infatti, puoi comprare una bibita per te stesso, ma puoi anche inviarne una a qualcun altro digitando il suo nome, il suo numero di cellulare e lasciare un sms tesuale. Il distributore può anche registrare un tuo breve video-messaggio.

Il destinatario acquisisce un codice per riscuotere il regalo in un altro distributore, con la possibilità di ringraziare o di inviare, a sua volta, il regalo a qualcun altro.

Il distributore permette anche ciò che la Pespi definisce “random acts of refreshment” (trad: “atti casuali di rinfresco”), ossia la capacità di inviare un drink-code come simbolo di “incoraggiamento per qualcuno che affronta il cambiamento del tempo (es. il caldo) o come drink di congratulazioni per un studente universitario che ha appena vinto una gara.”

Naturalmente, l’idea avrà successo se il numero di installazioni dei distributori nel mondo sarà abbastanza ampio e largamente diffuso nel mondo.

Dato che non c’è un vero “social networking” senza un legame a Facebook, non è difficile immaginare che in ogni macchina verrà inserito un “Like button” e/o di “Share button”.

Di seguito, il video della Social Vending Machine e suo funzionamento:

Trovato qui