UZBee: la piattaforma che ti premia quando condividi ciò che ti piace

Si fa un gran parlare in rete dei cosiddetti “influencer” (sull’argomento vi consiglio questo post di Luca Della Dora), siano essi blogger, opinion leader oppure ambassador più o meno dichiarati (o rappresentanti di tutte e tre le categorie) e delle strategie di coinvolgimento di questi da parte dei brand e marketer con tecniche e modalità non sempre riuscitissime.
È proprio facendo riferimento a questo scenario che oggi voglio parlarvi di un progetto made in Italy che propone una soluzione alternativa per attivare dinamiche di buzzing. Un progetto di cui, a mio avviso, sentiremo molto parlare in futuro: si chiama UZBee e si tratta di un marketplace in cui le aziende incontrano le persone: le prime inseriscono le novità sotto forma di campagne con effetto virale, mentre le persone (in base ai propri interessi) possono condividere questi contenuti sui social network. Semplice no? Se poi queste persone vengono anche premiate economicamente, allora “il gioco” diventa anche più interessante.

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Facebook Pages: come e cosa monitorare


Se sei un marketer e soprattutto un web marketer molto probabilmente hai già incluso, all’interno di una più ampia strategia di Social Media Marketing, lo sviluppo e la gestione di una o più Pagine Facebook.

Tralasciando i suggerimenti su come gestire una Pagina Facebook (il web è pieno di consigli su questo argomento), sarebbe utile, a mio avviso, capire cosa e come analizzare e monitorare in relazione ai dati e alle metriche delle nostre Pagine.
Let’s start!

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Social Commerce: previsioni di crescita e indicazioni

In un post recente abbiamo fatto un breve excursus sull’online e mobile shopping experience; di conseguenza mi sembra interessante continuare il discorso prendendo in esame una ricerca sul Social Commerce (trattasi, per chi “stranamente” non ne avesse mai sentito parlare, di un subset dell’e-commerce caratterizzato dall’utilizzo dei social media e dei loro strumenti e strategie correlate funzionali alla vendita online di prodotti/servizi), che sembra prevedere una crescita vertiginosa di questo “fenomeno” nei prossimi 5 anni.

Previsione troppo ottimistica? Non secondo il report in questione , “Turning Like’ to ‘Buy’: Social Media Emerges as a Commerce Channel“, realizzato da Booz & Co., società di consulting USA, secondo cui il Social Commerce aumenterà il giro di affari grazie al crescente livello di “abitudine” e familiarità dei consumatori con le pratiche di acquisto on line, o meglio, di shopping on line sulle varie piattaforme social.

Quanto crescerà in soldoni? Il report parla di “5mld di dollari” nel mondo intero in un solo anno, di cui 1 mld nei USA (ovviamente). Bisogna tener conto che l’indagine in questione definisce il social commerce come un “canale in cui i consumatori/utenti compiono acquisti all’interno di social networks“, (pagine e applicazioni di facebook in primis), escludendo quindi l’analisi degli e-commerce tradizionali), e considerando solo i beni cosidetti “durevoli” (apparecchi elettronici, vestiti e ticket vari, ma non il settore “servizi”).

Un buon business a quanto pare. Anche se, a guardare i numeri, una buona percentuale degli intervistati si dichiara propensa all’acquisto sul web e nei canali social in particolare, a condizione di una maggiore attenzione da parte delle aziende nel garantire sistemi affidabili di sicurezza in queste nuove piattaforme (gestione della privacy, dati delle carte di credito e sicurezza nelle transazioni per citarne qualcuno) i quali, come abbiamo visto, rappresentano un po’ il tallone di achille di tutto il commercio elettronico e del suo potenziale sviluppo.

Un altro fattore interessante che influenzerà il social commerce market è, o meglio sarà, la capacità dei negozi virtuali di proporre nuovi prodotti pensati e/o venduti esclusivamente nei canali social.
Altro ruolo lo giocherà, oltre alla sempre citata e sperata “conversazione sui prodotti” da parte degli utenti (pratica non così diffusa a quanto pare), la bravura dei web marketers, specializzati nel social commerce, nel fare buon uso degli strumenti che le nuove piattafomre offrono; un esempio su tutti: il “Like” di un utente su un particolare prodotto può trasformarsi in una vendita successiva di quel prodotto se questo viene offerto nel giusto modo, col giusto prezzo e, magari, esclusivamente per quell’utente/cliente.

In pratica, nonostante ci troviamo davanti ad una nuova forma di commercio che dovrebbe superare le tradizionali forme di vendita, la chiave del successo del social commerce risiede comunque, come sempre, nella quantità dei dati e nella modalità di gestione delle informazioni degli utenti di cui le aziende dispongono.

La novità, o se vogliamo l’arma in più del social commerce, è la possibilità di poter combinare molteplici tipi di informazioni – di acquisto, di comportamento e demografici – per costituire un database di dati sociografici che indicano non solo cosa gli utenti/clienti comprano, ma anche cosa i loro amici comprano; tutto ciò fornisce le aziende di un potente strumento per influenzare l’utente/cliente lungo tutta la sua esperienza d’acquisto.

Siete d’accordo con questa rosea previsione? Avete degli esempi di Social Commerce che stanno “vendendo” bene e soprattutto stanno seguendo queste indicazioni? Segnalatemeli pure!

Fonte: Internet Retailer

Novità in casa Twitter: “Geo-relevant Ads” e “Follow Dashboard”

News dell’ultim’ora vogliono i proprietari di Twitter intenti a dare una svolta alle loro strategie di business: finalmente il social-microblogging più famoso al mondo sembra si sia deciso a fornire agli advertiser ciò di cui avevano bisogno e chiedevano da molto tempo: pubblicità geo-pertinenti e analytics più dettagliate che permettano ai marketers di monitorare i tweet e capire chi esattamente li stia leggendo/seguendo.

Annunciata ieri durante l’Ad Age Digital Conference a New York, la nuova dashboard di Twitter, chiamata “Follow Dashboard“, promette nuove funzionalità e opportunità secondo le parole di Adam Bain, un alto dirigente di Twitter: “la geo-pertinenza dei promoted tweets e degli account permette ai marketers di raggiungere la loro audience in una precisa area geografica… Un particolare prodotto disponibile solo in una determinata zona del paese può ora essere pubblicizzato tramite tweet precisamente in quella stessa area. Se, per esempio, vuoi promuovere un tipo di jeans nella sola area di Cleveland, ora puoi farlo. Per ogni tweet sponsorizzato, ora noi siamo in grado di mostrarti la performance del tweet , includendo follows e unfollows…

Il geo-targeting su Twittter è disponibile per ora solo in 210 città USA e si estenderà in altre paesi nel prossimo anno.

Questi nuovi tipi di tweet saranno fondamentali per le strategie pubblicitarie locali, sia per i piccoli business che per quelli più grandi entrambi legati, per vari motivi di marketing e vendite, in una specifica area geografica. McDonald’s Canada, per esempio, sta già testando geo-target tweets che, inviati nella sola Canada, menzionano prodotti regionali specifici come peach pie (torta di pesche) e il milkshake al cioccolato e caffè.

MA COME FUNZIONANO QUESTI NUOVI TWEET SPONSORIZZATI?

Per prima cosa, è importante notare che i “geo-targeting tweet” si basano sui dati che gli utenti forniscono attraverso il loro “tweeting behavior” (come gli utenti twittano in generale). Così, per esempio, se un utente ha registrato San Francisco come sua location di base, ma invia molti dei suoi tweet da Los Angeles, una società/azienda di Los Angeles può intercettare quell’utente su Twitter.

La seconda importante caratteristica, però riguarda la Follow Dashboard che permette ai marketers di visualizzare le performance di ogni campagna pubblicitaria. La nuova dasboard fornisce ai brand delle analitycs più dettagliate sull’audience dei loro followers (dove sono, come aumentano nel tempo, il loro livello di coinvolgimento e i loro interessi).

Riguardo a questa nuova piattaforma, Adam Bain aggiunge che “queste nuove funzionalità sono state progettate per soddisfare la richiesta dei marketers desiderosi di capire chi sono realmente i loro followers. Ora (i marketers) possono comprendere meglio la loro audience e rispondere meglio perfezionando le loro campagne“.

I dati forniti da Twitter sono di enorme importanza per i marketers se pensate che contengono informazioni importanti relative agli utenti, ossia le loro bio, le liste in cui sono iscritti/segnalati e i luoghi in cu si trovano.
La Follower Dashboard è disponibile per tutti coloro che utlizzano i Promoted Products, che includono gli Sponsored Tweet, Sponsored Trends e gli Sponsored Account.

(N.B. Oggi Twitter ha circa 600 advertiser che generano circa 6000 campagne).

QUALI SONO I COSTI DI QUESTE NUOVE TWITTER ADS?

E’ difficile, a quanto pare, stimare il prezzo di un Promoted Tweet, che si basa essenzialmente su aste delle keyword con un cost-per-engagement, o di un Promoted Account che ha anch’esso un cost-per-engagement di base misurato però in relazione al numero dei follow. Il costo del Promoted Trend, invece, è “facile” da stimare: $120,000 al giorno (!).

Ovviamente, gli strumenti che Twitter sta implementando e mettendo a disposizione sono e saranno in aperta competizione con quelli del suo rivale per eccellenza, Facebook, molto utilizzati soprattutto da business di grandezza medio-piccola.

Chi la spunterà di più, tra Twitter e Facebook, nel settore “ad in chiave social”?

Ai posteri “tweet” l’ardua sentenza… 😉

Fonte: Advertising Age

Comunicare nell’Era di Facebook

Carissimi,
di seguitole trovate le mie slides relative all’incontro “Comunicare nell’era di Facebook” svoltosi @Roncade, venerdì 25 febbraio 2011.

Una serata davvero molto interessante (tre ore intense) in cui il sottoscritto si è confrontato con un nutrito e partecipe gruppo di genitori sul tema “Social Network, relazioni e figli digitali“.
L’interesse, i dubbi e le curiosità che tale argomento comporta hanno fatto da trampolino alle tantissime domande dei presenti, “preoccupati”, ma anche desiderosi di saperne di più sui Social Network (cosa sono, quali sono e come funzionano) e sul comportamento da adottare riguardo ai figli, sulla tutela della privacy, sulla dipendenza da internet e sui rischi conseguenti all’esposizione e all’utilizzo di questi (Facebook su tutti).



Ringrazio il Comune di Roncade e il Centro Paradoxa del Dott. Andrea Sales per avermi concesso tale opportunità, sperando in futuri incontri data la vastità e complessità del tema.

Tutti pazzi per Facebook Deals: chi, cosa, come

Se ne parlava da tempo, ma la funzione Facebook Deals non era ancora arrivata in Italia (in Europa in verità).

C’eravamo “accontentati” di Foursquare e Gowalla, ma sul Social Network più utilizzato al mondo esisteva, fino ad oggi, solo la possibilità di fare check-in su Facebook Places senza ottenere un granchè… anzi nulla… se non il condividere “dove sei” e “con chi” a tutti i tuoi amici facebookiani.

Ora, con Deals la musica sembra stia per cambiare e noi utenti potremo godere di sconti, promozioni o partecipare più o meno consapevolmente a raccolte di beneficenza.
Anche perchè, per fortuna, alcuni Brand italiani stanno già sfruttando la nuova (ennesima?!) opportunità fornitagli dai social network, in particolare quelli che fanno leva sulla geolocalizzazione.

Cos’è Deals? Non te lo spiego io, semplicemente perchè Facebook stesso spiega tutto in maniera lineare e chiara a questo link. In più, ti offre una semplice guida in PDF per creare le offerte per la/le tua/tue attività.

Comunque, quel che è importante in tutto ciò è che le aziende italiane si stanno muovendo abbastanza bene su questo nuovo territorio e, fra le prime di cui si parla molto in rete, segnalo:
Poste Italiane , Vodafone e Tim.

Ora, neanche a dirlo la domanda è più che spontanea: Facebook Places sarà veramente la Fourquare killer come qualcuno tempo fa aveva chiesto allo stesso Ceo di Foursquare, ossia Mr. Crowley?

Staremo a vedere, intanto, speriamo in un utilzzo “adeguato” da parte delle aziende italiane, soprattutto per le piccole attività commerciali che potrebbero beneficiare molto dalle potenzialità di Facebook Places e dall’incremento del numero di utenti che usano e acquistano smartphone nel nostro paese.

Avete altri casi/aziende/Brand da segnalare??? Please tell me!

Altre fonte più esaustiva qui: http://ninjamarketing.it/2011/01/31/facebook-deals-arriva-in-italia-guida-business-e-users/

Natale Virale

It’s Xmas time…

… ed ecco tre ottimi “prodotti” creativi a “tema natalizio” che hanno avuto e stanno avendo una diffusione virale in rete.
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