Online and Mobile Shopping Experience

Un interessante sondaggio sulla Online Shopping Experience effettuato negli USA e realizzato da Baynote per testare il grado di “customer satisfation” nelle pratiche di acquisto sul web, ha messo in risalto dati significativi e fornito indicazioni importanti, mio avviso, per chi si occupa di comunicazione e marketing on line, soprattutto nel settore trade & retail.
Prendendo in considerazione diverse aree quali la navigabilità di siti e-commerce, la ricerca di promozioni e offerte del Brand, l’usabilità delle funzioni mobile e le pratiche di “behavioral retargeting” (riguardo a tale “strumento” vi cosiglio di leggere il il caso Zappos sul blog di Young Digital Lab), l’indagine ha riportato quanto segue:
– il 55% degli utenti intervistati ha giudicato come “buona” l’online shoopping experience;
– la navigabilità e la ricerca dei e sui siti e-commerce sono le componenti che più necessitano di miglioramenti per il 57% degli utenti;
– il 58% degli utenti ha dichiarato di essere stato “vittima” di un’attività di behavioral retargeting e il 48% si è dichiarato in qualche modo “infastidito” da tale pratica tanto da non acquistare i prodotti a cui magari era interessato in precedenza;
– l’84% di utenti-clienti si è dichiarato “riluttante” a condividere informazioni personali finalizzati a rendere l’esperienza di shopping ancor più personalizzata.
– gli acquisti e lo shopping on line in generale sono stati influenzati, secondo questo sondaggio, in modo maggiore da promozioni diffuse via mail e in modo modo minore da conversazioni su Facebook, Twitter o da applicazioni mobile;

– interessanti, infine, le motivazioni che spingono a preferire l’acquisto on line via computer piuttosto che via mobile, ossia per motivi di “praticità”, per il 51%, e per motivi di “sicurezza” per il 26%.


























Per scaricare la survey cliccare qui: Baynote Holiday Online Shopping Experience Survey.

Proprio a questo’ultimo aspetto, il mobile shopping, si va a collegare una ricerca condotta da Harris Interactive e commissionata da Tealeaf che riporta quanto segue:
– l’84% degli utenti che hanno compiuto una transazione via mobile hanno riscontrato dei problemi;
– “fatto peggiore”, il 63% degli intervistati ha dichiarato di non essere molto propenso a fare acquisti in altri canali (es. Internet) della stessa compagnia/brand la cui app abbia mostrato problemi nelle transazioni;
– i problemi più comuni? Ricevere messaggi di errore, app di non facile navigazione, impossibilità di completare la transazione, difficoltà nel loggarsi, l’insufficienza e l’incorretezza delle informazioni.

Insomma, i consumatori non sono molto contenti della maggior parte delle app in commercio, tant’è che coloro che si sono imbattuti in alcuni dei problemi descritti dichiarano di trovarsi ad “imprecare” (il 23%) o “urlare” (l’11%) o “sono tentati di lanciare il proprio cellulare” (il 4%) a causa della “frustrazione”!!! 😀

In conclusione, sarebbe utile per marketers e non avere dei dati relativi agli user italiani e a tal proposito ti chiedo: qual è la tua online shopping experience? Quali sono i problemi più comuni in cui ti imbatti quando fai o cerchi di fare un acquisto online sia via computer che via mobile?
Penso sia terreno fertile per una futura ricerca che però non potrà mai essere esaustiva se non la si integra con altri aspetti importanti, quali il social commerce, di cui scriverò nel prossimo post.

Tutti pazzi per Facebook Deals: chi, cosa, come

Se ne parlava da tempo, ma la funzione Facebook Deals non era ancora arrivata in Italia (in Europa in verità).

C’eravamo “accontentati” di Foursquare e Gowalla, ma sul Social Network più utilizzato al mondo esisteva, fino ad oggi, solo la possibilità di fare check-in su Facebook Places senza ottenere un granchè… anzi nulla… se non il condividere “dove sei” e “con chi” a tutti i tuoi amici facebookiani.

Ora, con Deals la musica sembra stia per cambiare e noi utenti potremo godere di sconti, promozioni o partecipare più o meno consapevolmente a raccolte di beneficenza.
Anche perchè, per fortuna, alcuni Brand italiani stanno già sfruttando la nuova (ennesima?!) opportunità fornitagli dai social network, in particolare quelli che fanno leva sulla geolocalizzazione.

Cos’è Deals? Non te lo spiego io, semplicemente perchè Facebook stesso spiega tutto in maniera lineare e chiara a questo link. In più, ti offre una semplice guida in PDF per creare le offerte per la/le tua/tue attività.

Comunque, quel che è importante in tutto ciò è che le aziende italiane si stanno muovendo abbastanza bene su questo nuovo territorio e, fra le prime di cui si parla molto in rete, segnalo:
Poste Italiane , Vodafone e Tim.

Ora, neanche a dirlo la domanda è più che spontanea: Facebook Places sarà veramente la Fourquare killer come qualcuno tempo fa aveva chiesto allo stesso Ceo di Foursquare, ossia Mr. Crowley?

Staremo a vedere, intanto, speriamo in un utilzzo “adeguato” da parte delle aziende italiane, soprattutto per le piccole attività commerciali che potrebbero beneficiare molto dalle potenzialità di Facebook Places e dall’incremento del numero di utenti che usano e acquistano smartphone nel nostro paese.

Avete altri casi/aziende/Brand da segnalare??? Please tell me!

Altre fonte più esaustiva qui: http://ninjamarketing.it/2011/01/31/facebook-deals-arriva-in-italia-guida-business-e-users/

ShareSquare: nuovo tool per artisti (e non solo)

Dopo l’invasione non proprio “pacifica” di Quora e Branchout, ecco approdare in rete ShareSquare, una nuova piattaforma digitale che farà parlare molto di sè, a mio avviso.

Ma cos’è ShareSquare?
Per ora, dato che lo sto ancora testando, vi lascio alle parole dei suoi creatori “ShareSquare is the coolest most awesomest way to connect your real-world promotions, advertising & collateral to rich media content & calls-to-action on mobile”

Vi assicuro, comunque, che l’utilizzo del QRcode, tramite ShareSquare, è molto efficiente (la possibilità di rimandare ad una pagina ad hoc, integrando canali social, contenuti propri come video o immagini e il tutto ottimizzato in modo da essere visibile dagli smartphone è una cosa che mancava finora).

Secondo gli stessi creatori della piattaforma, ShareSquare è utilissimo per gli artisti, ma io credo che presenta enormi potenzialità di sviluppo in futuro e per diversi settori non per forza legati alla musica e altre forme di arte.

Se volete degli inviti per provarlo (è ancora in fase beta), basta mandarmi le vostre mail o scriverle nei commenti.

Trovato qui: http://www.micheleficara.com/2011/01/14/dopo-quora-fatti-invitare-su-sharesquare/

Facebook dei fedeli, Rosario mp3… e l’iPope?!

                                                                                                      Alcuni giorni fa leggevo con molto interesse un articolo su Repubblica.it  circa il lancio di un nuovo lettore – Io Prego –  e alla nascita di una community ad esso associata – prexcommunion –  e mi è tornata in mente un’idea, diciamo pure una cazzata…senza girarci troppo intorno, che mi venne tempo fa e che tanti “sguardi strani” mi fece guadagnare da amici, colleghi, parenti e chicchesia… se non altro per chè sembrava una battuta, forse scadente (ma lo è?), ma che ora mi sembra più che mai attuale:
L’iPope: il cellulare del Papa.
“Perchè il Papa non può avere un cellulare dio nuova generazione? Un iPhone esclusivo e griffato? ” esclamavo a chi mi guardava sconcertato.
“Ma sei scemo”? era la risposta più gettonata alla mia idea a dir poco stravagante.
Fatto sta che in tempo di social network della fede ora la mia idea, partorita all’inizio per gioco, non pare più così bizzarra.
Ovviamente, lungi dal giudicare le invenzioni social-tecnologiche di inizio post (non è da me e non mi riguarda) vorrei solo far presente che il mio sottovalutato “lampo di genio” era scaturito così per gioco; si parlava tra amici di argomenti a “tema pubblicità” e di creare una killer application che ci avesse reso tutti miliardari. E tutti a contestare: “ma quanti clienti otterresti??? Uno, no?”
facile la risposta: “uno basta e avanza credo… e poi che testimonial, no?!

Comunque, deriso e sbeffeggiato, faccio una ricerca per diletto ed ecco cosa trovo: pagine, immagini, foto su flickr, gadget e t-shirt con la scritta iPope!!!
Ora, oltre ad aver scoperto di non avere l’esclusiva di tale discutibile “estro mentale” (non ne piango!), penso: siamo tutti pazzi?! O i nuovi ritrovati digitali, siano esse cellulari o strumenti vari, e soprattutto i nuovi social media ci hanno stimolato e spinto a pensare, immaginare e sviluppare idee e archetipi che fino a poco tempo fa erano impensabili?!
La rsposta la sa solo……….

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